SOFFIAVENTO

Una navigazione solitaria con rotta su Macbeth

uno spettacolo die con Paolo Mazzarelli
scene Paola Castrignanò
sound design e musiche originali Luca Canciello
disegno luci Luigi Biondi
immagine locandina GIPI
produzione Theatron Produzioni
con il supporto di Centro Teatrale Umbro | Angelo Mai

 

Un noto attore immaginario – Pippo Soffiavento – è in scena con la sua ultima interpretazione: il Macbeth di Shakespeare. Ma qualcosa va storto, lo spettacolo si interrompe, e l’attore è costretto a calare la maschera, mostrando al pubblico non più il personaggio, ma se stesso. Al posto del ritratto del mitico Re di Scozia, va quindi in scena un (auto)ritratto di colui che intendeva interpretarlo, ma col passare del tempo i ritratti dei due -impegnati entrambi a fare i conti col compiersi del loro destino- finiscono per confondersi, fino a quando Macbeth e Soffiavento si riveleranno essere due facce della stessa medaglia. La vanità, l’ambizione, la follia, il potere: che tu sia un artista o un re, che tu sia un tiranno o un attore, i nemici di un uomo sono gli stessi, e quando -al momento della resa dei conti- lo si capisce, è molto spesso troppo tardi. Diceva Carmelo Bene: “Macbeth è l’occasione di fare del grande teatro non teatrabile. E’ l’impossibilità di stare sulla scena”. Una impossibilità che sembra sancita dallo stesso Macbeth il quale, mentre il sipario già si chiude sulla sua esistenza, prima paragona la sua parabola proprio a quella di “un attore che si gode la sua ora sulla scena, e poi non se ne sa più nulla”, poi invoca la fine gridando in faccia al suo destino le celebri battute “Soffia, vento! Vieni, naufragio!” che danno il titolo allo spettacolo. Eppure -è lo stesso Shakespeare che sembra dircelo- è proprio allora, quando il velo dell’io cade e ci si affaccia sul regno dell’impossibile, è proprio allora che può succedere -ad un attore, ad un re, ad un qualunque essere umano- di vedere e di vedersi. Ed è allora che, messo alle spalle il tempo dell’uomo, ha inizio talvolta quello del Teatro.

SCARICA DOSSIER DI PRESENTAZIONE 

 

TOUR 2020/21

  • 12 luglio 2020 – Urbino Teatro Urbano | SOFFIAVENTO (s-concerto per voce e suono)
  • 21 luglio 2020 – Kilowatt Festival | SOFFIAVENTO (s-concerto per voce e suono)
  • 31 agosto 2020 – Asti Teatro | SOFFIAVENTO (Anteprima nazionale)
  • 11 ottobre 2020 – Primavera dei Teatri | SOFFIAVENTO (Prima nazionale)

ESTRATTI CRITICI

Attore di razza, Paolo Mazzarelli, si fa carico dell’ambivalenza, prende la responsabilità pirandelliana del doppio, dell’essere e dell’apparire, condizione sine qua non dell’attore. In un confronto serrato e intimo, ironico a scandagliare i chiaroscuri del mestiere, gli equivoci e gli equilibrismi per non perdere bussola e orientamento, in “Soffiavento”… Shakespeare lascia il posto ad una seduta psicanalitica, in una orazione accalorata e tossica, una confessione lenitiva e catartica. Come i cocci giapponesi incollati con l’oro. Come le ferite felici che lasciano passare finalmente la luce in fondo al tunnel. Un naufragio che diventa salvifico, una parentesi che lo sveglia dal torpore: “Un artista non ha una vita, un artista è quello che fa”, un turbinio, un sistema che schiaccia. Mazzarelli è efficace e persuasivo, stabile e solido, vero nella finzione.
Tommaso Chimenti | Recensito.net

Nel segno di Shakespeare, portavoce principe del dissolvimento esistenziale, un convincente Paolo Mazzarelli ricorre a Macbeth per il suo Soffiavento, interludio tragicomico di chi, ancora vittima del ruolo, non riesce a smascherare l’equivoco dell’essere e dell’apparire
Gabriele Rizza | Il Manifesto

Paolo Mazzarelli dà conferma delle sue ammirevoli doti interpretative e compositive narrando la storia di un famoso attore in crisi psicanalitica alle prese con Macbeth. Soffiavento è un gioco divertente, ha ritmo e bellissimi momenti, anche commoventi.
Andrea Porcheddu | gliSTATIGENERALI

PAOLO MAZZARELLI

Nato a Milano, Mazzarelli si diploma nel 1999 alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi e quindi intraprende la carriera di attore, lavorando soprattutto a teatro con alcuni fra i più importanti registi (Nekrosius, Stein, Martone, De Rosa, Baracco, Tolcachir). Nel 2001 ottiene un riconoscimento speciale al Premio Scenario e nel 2005 il Premio Franco Enriquez, entrambi per lo spettacolo Pasolini, Pasolini!, di cui è regista e interprete. Nel 2009, insieme al collega Lino Musella, fonda la compagnia teatrale MusellaMazzarelli con cui scrive, dirige e interpreta diversi spettacoli, vincendo nel 2010 il premio IN-BOX per FIGLIDIUNBRUTTODIO, nel 2014 il Premio della Critica ANCT per lo spettacolo La società LA SOCIETÀ, nel 2016 il premio HYSTRIO alla drammaturgia per Strategie Fatali. Nel 2017 insieme a Lino Musella e Monica Nappo vince il Premio Enriquez come miglior attore per Orphans di Dennis Kelly.

Oltre al teatro Mazzarelli ha preso parte ad alcune pellicole cinematografiche, fra cui Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido, La grande bellezza di Paolo Sorrentino, L’ultimo terrestre di Gipi, Noi credevamo di Mario Martone e, più recentemente, Genitori quasi perfetti di Laura Chiossone e Love Wedding Repeat di Dean Craig. È stato inoltre protagonista di diversi film e serie per la televisione, tra cui L’assalto, film tv di Ricky Tognazzi, È arrivata la felicità serie RAI scritta da Ivan Cotroneo e diretta da Riccardo Milani e Francesco Vicario, e 1994, serie SKY diretta da Giuseppe Gagliardi nella quale interpreta il ruolo di Umberto Bossi.

ATTUALMENTE IN DISTRIBUZIONE

Referente: Vittorio Stasi | cell 338 33 53 882  mail distribuzione.theatron@gmail.com

Altre produzioni: