A FONDO

Rueda Teatro – Laura Nardinocchi

di Laura Nardinocchi
regia Laura Nardinocchi e Niccolò Matcovich
con Antonio De Stefano, Ilaria Giorgi, Claudia Guidi
sound designer Dario Costa
scene Marco Guerra
luci Marco Guerra

produzione: Florian Metateatro / Theatron Produzioni / Rueda Teatro / Teatro di Sacco

 

NOTE DI REGIA

A FONDO è un progetto di scrittura scenica che indaga la condizione di resa di fronte alle proprie fragilità.

A FONDO è un percorso dalla massa al singolo, dalla frenesia al silenzio, dalla lotta sfrenata alla condizione di resaassoluta.

A FONDO è un viaggio che intreccia due differenti piani; la lotta interna all’essere umano, con i propri desideri, i propri sentimenti e le proprie necessità, nella società, in famiglia e nella sua solitudine, e la lotta con una condizione esterna: fuori c’è un’ acqua che sale, un’ acqua che penetra, domina, altera, un’ acqua che arriva a sommergere senza lasciare via di scampo.

 

LA STRUTTURA

Quadro Primo “Le stanche anime con le bocche asciutte” – S. Kane

Ambiente più grande, dove si sta in molti. Il focus è sul mondo del lavoro: i ruoli gareggiano, come per competere per lo stesso posto di lavoro, cercando di cambiare sempre strategia pur di ottenerlo, fino ad arrivare a mettersi in ridicolo. Non è importante far capire quale sia il lavoro nello specifico, ma la condizione in cui ci si trova quando si lotta pur di lavorare, cosa si arriva a fare pur di ottenere un posto fisso.

Quadro Secondo “Non si finisce mai di essere una madre ed una figlia” – I. Bergman

L’ambiente si restringe alla casa, ai legami familiari. Il rapporto fra due individui: figlia e madre, padre e figlio, marito e moglie. Ciò che accomuna queste relazioni è l’incapacità di riuscire a comunicare i propri sentimenti, le proprie esigenze, le proprie difficoltà. In questo quadro nessuno dei ruoli, pur facendo intravedere le proprie necessità, arriva a comunicarle davvero all’altra persona.

Quadro Terzo “Bisogna avere paura di ogni forma di godimento” – I. Bergman

In questo ambiente i ruoli si trovano all’interno di una singola stanza: un luogo intimo in cui si relazionano con sé stessi, con i propri desideri, i propri bisogni primari: la fame, il sonno e il sesso. Lottano per resistere ad ogni forma di godimento, cercano di nascondere i propri istinti, di frenare gli impulsi, senza però riuscirci. Alla fine si abbandonano al desiderio, si arrendono alla verità di ciò che realmente vogliono, lasciano trapelare che dietro questi bisogni si nasconde la mancanza di molto altro.

Quadro Quarto “Non si è mai così forti come quando si sa di essere deboli” – S. Kane

In questo quadro l’acqua diventa metafora della morte; i ruoli riescono a dialogare con essa, ad accettarla, ad andare consapevolmente verso di lei. Si esce dal singolo e si entra nella coralità, si cede all’inevitabile, si accetta la resa.

Nel passaggio fra un quadro e l’altro l’acqua sale sempre di più, andandosi a trasformare di volta in volta; nel primo arriva fino al ginocchio; nel secondo le persone si chiudono in casa e l’acqua esterna genera macchie di umidità; nel terzo inizia ad insinuarsi in casa per poi, sul finale, sommergere tutto, senza lasciare via di scampo.

 

DRAMMATURGIA

Le parole, come anche il processo che avviene durante tutto lo spettacolo, passano da un pieno ad un vuoto; ciò significa che si va dal caos del quadro iniziale fino ad arrivare a spezzare, a frammentare la parola. Questa struttura porta con sé un cambio di atmosfera, che da un’apparente leggerezza scende sempre più in profondità, nonché un cambio di ritmo, dove la frenesia iniziale si va man mano a fermare, placare. Gli attori, nei vari quadri, lavorano sempre su ruoli differenti. Inoltre, non dialogano realmente in scena, ma con un esterno, che per ciascuno e in ogni quadro diventa un referente diverso. Nonostante non ci sia un dialogo effettivo, gli attori sono costantemente in relazione fra di loro: c’è l’utilizzo del coro e di monologhi che si intrecciano, che a volte sembrano andare insieme, quasi a dire la stessa cosa o in cui altre volte la frase finale di uno diventa l’inizio della frase dell’altro. Dialogano attraverso i suoni, i gesti, il corpo, attraverso la condivisione dello stesso spazio scenico e attraverso l’utilizzo della scenografia.

* Debutto previsto per l’estate 2021

ATTUALMENTE IN PRODUZIONE

Referente: Simona Gramegna | cell 3401400173

mail: distribuzione.theatron@gmail.com