HOT, CHIAMATE IN ATTESA

Talia’s machine

Drammaturgia: Rossella Fava, Viola Lucio e Chiara Tomei
Regia: Clio Saccà
Con Giulia Mancini, Marta Chiara Amabile, Miriam Podgornik, Riccardo Dal Toso, Rossella Fava, Viola Lucio
Editor: Rodolfo Ciulla
Movimenti scenici: Sonia Mingo

 

Marcella, trentenne laureata in architettura, disoccupata, eterna stagista in attesa di un contratto, ha cominciato da un mese l’ennesimo lavoretto momentaneo: la centralinista erotica. È nell’azienda Hotline, nella periferia della sua città, che conosce Valery, Angelica, Penelope, Chicca e Fifì, donne borderline che in quel lavoro hanno trovato rifugio da un mondo che le ha rifiutate. Solo dopo pochi mesi però, viene annunciato il fallimento dell’azienda e il licenziamento di tutte le dipendenti di lì a un anno. Marcella propone allora alla direttrice di Hotline un piano per incrementare i bilanci riconfigurando il profilo dell’azienda. Lavoro di squadra, formazione del personale, premi di produzione, ampliamento delle abilità e dell’offerta, la macchina dell’ intrattenimento avanza inesorabile nei mercati del sesso. Tutto funzionerà, per un po’, ma come ogni storia di successo e potere, non per sempre. 

NOTE DI REGIA

“Hot, chiamate in attesa” è una commedia noir, grottesca e surreale. È la storia di una trentenne neolaureata in architettura, Marcella, in cerca di lavoro e autorealizzazione che incontra un coro di cinque centraliniste erotiche, cinque outsider, ognuna con una storia alle spalle e un sogno proibito nel cassetto. In un tempo che preclude ai giovani di lavorare, se non obbligandoli a condizioni di simil-schiavitù, Marcella si e ci chiede: continuo ad essere stagista in eterno o metto da parte il mio talento pur di pagarmi l’affitto? Cosa sono disposta a fare pur di rendermi indipendente e realizzarmi? E fino a che punto sono disposta a spingermi per “vincere”? Quanti compromessi posso accettare? 

Inoltre, le domande etiche e professionali che guidano il percorso di Marcella nel mondo del lavoro saranno l’occasione per fare i conti con le parti più fragili e nascoste di se stessa. Hot è dunque anche una storia di formazione e disvelamento che riguarderà anche ognuna delle centraliniste che si confronteranno con i loro alter-ego in un’alternarsi di travestimenti e smascheramenti. Nella messa in scena, imperniata profondamente sull’arte dell’attore, si intrecciano tre motivi: la relazione e il conflitto della protagonista con la sua ambizione e il suo inconscio, la storia del centralino e delle sue corifee e i monologhi che sfondano la quarta parete, permettendo ai personaggi di raccontare le loro intime verità. 

Gli attori manovrano sei sedie illustrando e interpretando l’evolversi della vicenda e delle relazioni all’interno di Hotline, tentano di dialogare tra di loro e con i clienti invisibili giocando con cornette telefoniche collegate a centraline invisibili. I corpi e le voci degli interpreti alludono con gesti ipersignificanti, si assemblano in costruzioni sceniche atte a ricreare atmosfere, raccontano ed interpretano lo schiudersi dei personaggi, attingendo al teatro di prosa, al burlesque, al teatro danza e alla commedia dell’arte, al servizio di una coreografia scenica improntata, a volte parodiandoli, sui ritmi veloci ed iperefficenti del mondo nel quale viviamo. Il disegno luci disegna luoghi e suggerisce in modo espressionistico l’anima delle scene e dei personaggi che le abitano.

RESIDENZE ARTISTICHE: